.
Annunci online

parolediburro Veronica
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 135926 volte





LA SENSUALITA'



LA MUSICA D'AUTORE
 




LA STORIA DEL ROCK

There will never be
Another one like you
There will never be
Another one who can
Do the things you do, Oh...






LA STORIA DEL CINEMA





LA DONNA PIù MICIDIALE
DEL MONDO...


 
STO LEGGENDO

DUE DI DUE
di Andrea De Carlo





    

L'uomo può essere felice

basta mettersi d’accordo

 sulla parola "felicità". B. Russell


AUTORE IN PROSA


MILAN KUNDERA





"L'arte non può essere
 moderna,perché è eterna
"





In questo blog si può fumare
basta che riponiate
la cenere qui




I love maggiolino!

I love Vespa!



THE BRIDE



E c’è infine una quarta
categoria, la più rara,
quella di coloro che
vivono sotto lo sguardo
immaginariodi persone
assenti.
Sono i sognatori.
(L'insostenibile leggerezza
 dell essere)




NULLA é PIU' NECCESSARIO
DEL SUPERFLUO


 


 

Per le radici dei capelli mi afferrò qualche dio.

Sfrigolai nei suoi volt azzurrini come un profeta nel deserto.

 

Le notti sparirono di scatto come palpebra di lucertola:

un mondo di giorni bianchi e nudi in un’orbita senz’ombra.

 

Una noia d’avvoltoio mi affissò in questo tronco.

Se lui fosse me, farebbe ciò che feci.

 

(Sylvia Plath)

 






Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:



io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
e me ne andrò lontano,
 molto lontano
come uno zingaro (Rimbaud)


infinità finita.
Il mio uomo ideale:




Il sole s'è velato.
Come lui, Luna della mia vita,
 copriti d'ombra; dormi o fuma
 a tuo piacere; sii muta,
scura in volto, tuffati
nell'abisso della noia.
(Baudelaire)






 


8 aprile 2007
Ritorno sui miei passi, adesso CONTALI bene...
Ero qui, che vagavo, con la mente, con i tasti e volevo scrivere.
Come per punto preso non ero più stata qui. Non riuscivo a imprimere niente sulla carta, figurarsi qui: i mezzi più avanzati di scrittura non riescono facilmente a conquistarmi, preferisco i vecchi.
La carta che si sciupa, si assottiglia, si unge del tempo, del ricordo, delle tante, troppe volte in cui riprendiamo in mano quei fogli per rileggerli, riscoprire qualcosa di noi, ricordare un lato di noi, una fase della nostra esistenza, un momento, un istante, un battito.Blink.
Blink. Mi risveglio dal torpore, le mie dita si muovono di nuovo, impugnano penne, rubano fogli, impiastricciano tovaglioli, segnano post-it, strappano carte...
Per Natale vorrei un albero di palle di carta e per regalo aprirle tutte, cercando di stirarle e rileggere...Perchè so che scriverò, tornerò a scrivere, non so come o cosa, ma scriverò.
Lo so, adesso è Pasqua.
Ma forse è un po' la MIA Pasqua (perdonatemi, ma credetemi, non c'è blasfemia). La mia "resurrezione" intendo, il mio "passaggio". Non dalla morte alla vita, ma dal torpore ala vita.
Perchè scrivere per me è vita...E allora "RITORNO ALLA VITA, RITORNO ALLA VITA..."


L'immagine è a scopo illustrativo e non rappresenta le caratteristiche del prodotto. ;)




permalink | inviato da il 8/4/2007 alle 1:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
14 gennaio 2007
spettacoli
CARMEN CONSOLI: IL TOUR TEATRALE PARTE DA ME!



Carmen Consoli fa le "prove generali" del tour teatrale nel teatro comunale di Civitavecchia: il da pochi anni tornato in "auge" Teatro Traiano.
La Cantantessa reduce da un tour estivo non concluso, a causa della dolorosa e inaspettata perdita del bassista Leandro Misuriello, ennesima vittima della strada, torna a presentare il suo recente "Eva contro Eva" in vesti tutte nuove. L'allestimento teatrale prevede infatti un alternarsi di musica e recitazione, oltre a particolari scenari che avvolgeranno le già magiche atmosfere dell'ultimo lavoro consoliano.
Il tour vero e proprio partirà da Cascina il 18 gennaio.
 Intanto martedì 16, Carmen respirerà l'aria di questa "bella città d'encanto, ca a ttutti piasce tanto" regalandomi la carica di cui ho giusto giusto bisogno.
Colgo l'occasione per "ringraziare" la direzione artistica del Traiano e gli operatori di vendita per le "puntuali" inadempienze e i disagi creati che hanno fatto in modo che io veda la MIA Carmen dalla galleria...Non potrò vedere bene tutti i suoi tic nè esalare l'odore del suo sudore ascellare..
GRAZIE, SENTITAMENTE GRAZIE!
Per il resto...E' Carmen....


P.S. Eusebio tornerà..Prima  o poi...Chiedete all'upupa...





permalink | inviato da il 14/1/2007 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
20 dicembre 2006
Eusebio #1
In limine

Godi se il vento ch'entra nel pomario
vi rimena l'ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.

Il frullo che tu senti non è un volo,
ma il commuoversi dell'eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.

Un rovello è di qua dall'erto muro.
Se procedi t'imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l'ho pregato,- ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…


(Eugenio Montale, Ossi di Seppia)

Il testo apre la raccolta. Databile probabilmente nell'estate del 1924, è stato generato con il titolo La libertà .
E' da qui che parte la mia analisi a questa lirica, poichè se In limine allude suggestivamente ad una condizione di equilibrio precario, generato da una zona di confine, ora margine del libro,ora soglia di un "portone" semichiuso, LA LIBERTA' è senz'altro il tratto tematico più marcato nella poesia.
Indimenticabile è infatti l'immagine della ricerca di una maglia rotta per fuggire, per sfuggire...(Spessissimo in Montale vi è la ricerca di una "via d'uscita".).
Montale qui spera che a "sfuggire" a "liberarsi" sia Paola Nicoli, una delle donne ispiratrici della poesia montaliana.
Montale che più volte ha ribadito una certa inettitudine ("vissi solo al 5%"), auspica che almeno Lei si "salvi".
La domanda ora sorge spontanea. Si "salvi" da cosa? "Sfugga" da chi?
La risposta è ravvisabile nello stesso pensiero montaliano, estremamente esistenzialista eppure unico, universale e introspettivo.

(...)
Per motivi tecnici il continuo dell'analisi è rimandata al prossimo post...
[mi scuso per l'inconveniente]



permalink | inviato da il 20/12/2006 alle 20:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
17 dicembre 2006
letteratura
Presentazione di Eusebio

Cos'è Eusebio? Eusebio è prima di tutto un nome. Falso nome, pseudonimo, anagramma, paronomastico accostamento, faccia di una stessa medaglia, nick-name, chiamatelo come volete.
 L'importante è che lo chiamiate sottovoce.
Perchè Eusebio prima di tutto è un uomo, ma che dico uomo, un Poeta. E i poeti, si sa, amano il silenzio, la "musica senza rumore", le "note soffocate".
Eusebio è Eugenio. Eugenio Montale.
Il mio blog da questo momento sarà uno strumento particolare.
Eusebio da adesso sarà anche la mia nuova rubrica  e ospiterà le riflessioni sulla prima raccolta del poeta ligure. Diverrà così per me un mezzo di ripasso e per voi un momento di piacevole apprendimento. In questo periodo di preparazione al mio esame di Filologia spero mi accompagniate e mi seguiate con lo stesso entusiasmo con cui io mi sono avvicinata alla raccolta in questione OSSI DI SEPPIA.

Sgrani gli occhi chiunque non trovi in questo titolo, lo svuotamento, il rifiuto che l'uomo d'oggi si sente addosso continuamente. Continuamente tagliati fuori, arenati in una spiaggia abbandonata.

In questo mio progetto siete i ben venuti, perchè la poesia è di chi la legge.





permalink | inviato da il 17/12/2006 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
1 dicembre 2006
SOCIETA'
UNITI PER I BAMBINI, UNITI CONTRO L'AIDS


Clicca sul fiocco




permalink | inviato da il 1/12/2006 alle 23:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
26 novembre 2006
Noi cerchiamo la bellezza ovunque (e ogni tanto la troviamo)
                                                  Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
        noi puri e candidi o un po' colpevoli 
                                          
per voglie che ardono:

Noi cerchiamo la bellezza ovunque.

                                  
E noi compresi e amabili o offesi e succubi
                          di demoni e lupi, noi forti ed abili
                   o spenti all'angolo:

Noi cerchiamo la bellezza ovunque.
 
          
E passiamo spesso il tempo così,
                 
senza utilità (quella che piace a voi)
                             senza utilità (perché non serve a noi)

Brividobrividobrividobrividobrividobrividobrividobrividobrivido

Marlene on the stage.
In trance. Con la musica dal vivo io vado in trance. Mi abbandono a capogiri e mancamenti indotti dall'ansia che mi sale dentro e che coincide con un accordo distorto, la voce tremante ma vera, il fumo dagli occhi che piangono di felicità per note che prendono vita, sorrette da un lieve brusio...e cantano appresso a un profeta, chee narra bugie e verità, che sembrano vita e poi capisci che sono sogni, guidati dalla riflessività o dall'impulso di esserci e credere...In qualcosa...

A presto per le foto ;)




permalink | inviato da il 26/11/2006 alle 12:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
12 novembre 2006
Come mi vedo fra un po' (un bel po' a quanto pare) di anni...

Ma dimmi, chi sono, questi girovaghi, questi anche
un po'
più fuggitivi di noi, che fin da piccini
un volere sempre più scontento incalza e torce. …
(…)
(Rainer Maria Rilke Quinta Elegia)

 

"Precario è il docente che non viene pagato d'estate e non può ammalarsi; precario è chi valuta i mesi in termini di punti, chi guarda al collega precedente in graduatoria come a un nemico, chi è costretto a considerare un impervio paesino di montagna sede appetibile perché dà più punteggio.
Con tutto questo, è sempre pronto a rispondere ad ogni richiesta, a saltabeccare dal "testo espositivo" a Jacopone da Todi, dall'elettricità alla genetica.

Il precario dei precari è il supplente; colui che non sa dove sarà domani. Che ha Tuttocittà in borsa. Che non sa quale libro dovrà portarsi appresso, quale faccia indossare. E che ogni volta con gli occhi deve cercare e trovare l'alunno tranquillo che mangia nell'intervallo seduto, la brava studentessa con il banco ordinato, quella che eleggi come salvifico complice e a cui ti appendi per sapere "dove siete arrivati?"
Forse che anche il vocabolo "supplente" non abbia una segreta parentela con "supplica"?

Dicono che a volte sia l'incontro col supplente che ti illumina la vita. Renzo Renzi, critico cinematografico ed animatore indimenticabile della cultura bolognese, racconta in un'intervista che i giorni di supplenza di Galvano Della Volpe gli squadernarono la passione per il cinema. Gianni Celati ricorda con altrettanta gratitudine i mesi passati con il giovane Pier Paolo Pasolini.

Precari di fronte all'età più precaria di tutte: l'infanzia, l'adolescenza che non sta ferma un momento. Precari di stato ad educare precari di natura. "


Liberamente tratto dal web, perchè ho il tempo contato, perchè avrei tante cose da scrivervi, che non ne scrivo neanche una, perchè vedere lo stesso post per tre settimane di seguito mette l'ansia anche a me, perchè ancora CI SONO (a differenza di ciò che possono pensare "alcuni"), perchè mi sento già un po' parte della categoria...Mi vedo già col Tuttocittà in borsa in un paesino sperduto davanti a una classe di "sperduti"...

 




permalink | inviato da il 12/11/2006 alle 13:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
22 ottobre 2006
Es ist was es ist

E' quel che è

 E' assurdo 

dice la ragione

E' quel che è

dice l'amore.

 

E' l'infelicità

dice il calcolo

Non è altro che dolore

dice la paura

E' vano

dice il giudizio

E' quel che è

dice l'amore

 

E' ridicolo

dice l'orgoglio

E'avventato

dice la prudenza

E' impossibile 

dice l'esperienza

E' quel che è 

dice l'amore.

 

(Erich Fried)

Riflettete sull'amore, su cosa sia, attendendo il mio ritorno...




permalink | inviato da il 22/10/2006 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
15 ottobre 2006
Fuori sede

Altro che pupe e secchioni! E' iniziata da una settimana il nuovo reality che farà impazzire tutti.
Le avventure tragicomiche di quattro ragazze alle prese con bollette, esami, vizi e amori in 40 mq di pura passione!
Da una settimana cucino
Da una settimana rifaccio quotidianamente il mio letto
Da una settimana faccio la spesa
Ma soprattutto...
Da una settimana mi siedo dietro ad un banco e mi sento a mio agio come non mi ci sono mai sentita prima. Sento che è il mio posto.
E quello che ascolto mi aggrada, mi riempie e mi assorbe, e se cammino fra i corridoi in cerca dell'aula sorrido da sola e guardo dritto davanti a me soddisfatta, con le prime dispense in mano e la matita nel taschino dei jeans...



Non guardatela negli occhi...




permalink | inviato da il 15/10/2006 alle 15:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
5 ottobre 2006
sentimenti
Spiegazione poetica...
Ciò che tu sei mi distrae da ciò che dici

Ciò che tu sei
mi distrae da ciò che dici.

Lanci parole veloci
inghirlandate di risa,
e mi inviti ad andare
dove mi vorranno condurre.
Non ti do retta, non le seguo:
sto guardando
le labbra dove sono nate.

Guardi, improvvisa, lontano.
Fissi lo sguardo lì, su qualcosa,
non so che, e scatta subito
a carpirla la tua anima
affilata, di saetta.
Io non guardo dove guardi:
sto vedendo te che guardi.

E quando tu desideri qualcosa
non penso a ciò che vuoi,
e non lo invidio: non importa.
Oggi lo vuoi, lo desideri;
domani lo scorderai
per un desiderio nuovo.
No. Ti attendo più oltre
dei limiti, dei termini.
In ciò che non deve mutare
rimango fermo ad amarti, nel puro
atto del tuo desiderio.
E non desidero più altro
che vedere te che ami.
________________________________________________________________________________________________
(Pedro Salinas)

ORA CAPISCO, ti ringrazio, ma non ti voglio più.
Credo.




permalink | inviato da il 5/10/2006 alle 23:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
sfoglia
  




IL CANNOCCHIALE